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BIM applicato alla gestione e alla progettazione: l’esperienza del Politecnico di Torino

Per i proprietari dei grandi patrimoni immobiliari, la combinazione e la coesistenza di problemi progettuali, economici, costruttivi, tecnologico-costruttivi, infrastrutturali, ecologici e di tutela, impongono necessariamente un controllo ed una programmazione delle attività urbanistiche ed edilizie, nonché la valutazione della loro compatibilità con le trasformazioni che continuamente investono la città.

Questa intrinseca complessità, sommata ad una necessaria grande quantità di verifiche, impone l’acquisizione di dati ed informazioni estremamente dettagliate, di cui, nella maggior parte dei casi, non si dispone o si dispone in modo totalmente frammentario e insufficiente. Una progettazione coerente e un programma di tutela fattibile, sia dal punto di vista urbano che edilizio, non può prescindere dalla valutazione di una enorme quantità di dati fisici, di informazioni legislative, di valutazioni economiche, al fine di contribuire all’individuazione delle soluzioni compatibili e delle metodologie adottabili e perseguibili concretamente. A questo proposito i sistemi BIM consentono oggi di trarre grandi benefici legati ad una valutazione ad ampio raggio degli interventi programmabili sui patrimoni edilizi, e quindi di analizzare le ricadute che tali interventi hanno in termini urbanistici. In virtù di tutte queste considerazioni, il Politecnico di Torino ha deciso di sperimentare un nuovo sistema di gestione: attraverso tale strumento sarà possibile monitorare le risorse edilizie e la prefigurazione di soluzioni progettuali architettoniche e/o urbanistiche, in modo tale da permettere valutazioni preventive di ipotesi gestionali e costruttive. La potenzialità del sistema si esprime nella capacità di rispondere ad interrogazioni complesse, fornendo informazioni specifiche correlate alle diverse soluzioni possibili. In questo modo esso si configura come un insostituibile strumento operativo capace di elaborare una corretta programmazione degli interventi, selezionare percorsi realizzativi idonei ed evitare la realizzazione di soluzioni i cui effetti negativi spesso si mostrano solamente dopo ingenti investimenti sia in termini economici, sia in termini di sfruttamento del territorio. L’obiettivo della ricerca è ottenere un unico modello degli edifici dell’ateneo, il progetto nasce dall’esigenza di dotarsi di uno strumento che si pone come supporto all’attività di razionalizzazione, riorganizzazione e approfondimento del patrimonio universitario con il fine principale di attuare strategie di gestione atte a coordinare le attività di riqualificazione e manutenzione del patrimonio immobiliare stesso. Il modello parametrico tridimensionale potrà registrare, organizzare, archiviare, elaborare e divulgare tutte le informazioni anagrafiche, funzionali e tecniche relative alla consistenza del bene gestito. Il sistema BIM si presenta come un’indispensabile infrastruttura informativa , in grado di gestire l’intero ciclo di vita di ogni edificio e rispondere ai più svariati quesiti di carattere tecnico e normativo. In questo senso si configura come uno strumento fondamentale per la costruzione di un apparato di metodi valutativi che sia basato su metodologie di rilevamento di dati e di analisi e modellazione delle variabili tecniche ed economiche. Il sistema permette di raccogliere e gestire, in modo dinamico e continuamente aggiornabile, i dati reputati significativi relativi agli immobili, alle funzioni in essi contenute, ai fabbisogni di manutenzione, ecc.

Modello complessivo degli edifici del Politecnico di Torino

Se si affronta il tema della gestione come momento cruciale per la conservazione di un manufatto, il problema dell’organizzazione e della diffusione della conoscenza rappresenta uno degli aspetti fondamentali di ordine metodologico e concettuale. L’analisi delle procedure tradizionali porta a comprendere come il problema posto sia stato fino ad ora affrontato considerando separatamente i due fattori fondamentali: quello della rappresentazione da una parte e quello della descrizione dall’altra. Attualmente non è più pensabile analizzare e gestire un patrimonio edilizio senza che accanto ad una serie di dati di carattere descrittivo siano presenti altri dati legati alla rappresentazione. A tale proposito il BIM rappresenta un immediato e continuo apporto biunivoco fra dati di carattere descrittivo e dati grafici riferiti alla geometria degli edifici oggetto di analisi. Esso permette altresì di modificare i dati raccolti ed inserirli nel database tanto nel campo alfanumerico quanto in quello grafico. Anzi, i due quadri descrittivi si presentano in diretta relazione fra loro e quindi, indipendentemente dal fatto che la modellazione o le modifiche avvengano in un quadro o nell’altro, essi vengono aggiornati automaticamente e contemporaneamente in entrambi.

Vista di sezione del modello complessivo

Oggi la sede del Politecnico di Torino si presenta come un insieme di edifici che, negli anni e durante le continue espansioni dell’Ateneo, ha mantenuto l’impianto originario del 1958: l’invasione di spazi prima destinati a cortili, la sopraelevazione di bassi fabbricati e l’inserimento nei “vuoti” dei cortili interni di strutture prefabbricate, sono solo alcune delle azioni promosse al fine di soddisfare il crescente numero di studenti e di migliorarne la vita all’interno del complesso universitario. Negli ultimi anni l’Ateneo ha intrapreso numerose azioni volte alla riqualificazione degli spazi della sede storica di Corso Duca degli Abruzzi, alcuni dei quali sono stati oggetto di studio, in collaborazione con l’Ufficio Edilizia e con l’ufficio Logistica, per la sperimentazione dell’utilizzo della progettazione in ambiente BIM. L’introduzione di modelli BIM e di software interoperabili all’interno degli Uffici tecnici, nasce dalla necessità di razionalizzare i tempi e le risorse destinate alla progettazione e alla gestione dei manufatti, potenziando il sistema e permettendo un accurato controllo della qualità e della coordinazione dei documenti, per fornire strumenti e dati per analisi più approfondite. In particolare l’obiettivo è quello di ottenere un unico modello dell’intera area dell’Ateneo, sempre aggiornato e interrogabile, al fine di gestire le aree, i locali e gli interventi attraverso un unico masterplan di Ateneo. E’ possibile interrogare il modello secondo criteri di lettura diversi e ottenere rappresentazioni grafiche o tabellari dei risultati: è molto utile, ad esempio, ai fini della gestione visualizzare in forma tabellare le superfici e le destinazioni d’uso dei locali, oppure visualizzare, esclusivamente mediante rappresentazioni grafiche, attraverso tavole tematiche le destinazioni d’uso dei volumi o dei locali.

Vista di abaco appartenente al modello complessivo

All’interno del modello, elaborato in scala urbanistica, è stato possibile inserire, tra le proprietà dei singoli volumi, il periodo di edificazione, che ha permesso di ottenere immediatamente una visualizzazione dell’epoca di appartenenza degli edifici. L’impostazione di categorie temporali di appartenenza permette di interrogare il masterplan sulle aree e sui locali a disposizione anche in base al periodo di edificazione degli edifici e di pianificare le azioni di manutenzione da effettuare sui diversi manufatti. Il passaggio successivo è costituito dalla creazione del modello architettonico delle aree dell’Ateneo interessate da interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione: partendo dal masterplan a scala urbanistica è stato possibile implementare le informazioni e arricchire il modello generale, mantenendo sempre un unico database generale dove sono stati archiviati i dati relativi all’intero Ateneo.

 

Stralcio di tavola estratta dal modello BIM

L’obbiettivo è quello di ottenere un unico modello di gestione degli edifici definiti a scala architettonica: l’implementazione per parti, sviluppata in tempi diversi, ma volta alla creazione di una unica banca dati di supporto alle azioni di manutenzione e/o ampliamento delle aree di Ateneo, avviene partendo dai volumi ai quali è possibile associare informazioni architettoniche.

Bibliografia

ALBERTO PELA, ROBERTA OCCORSO, ANNA OSELLO, Processi integrati per l’architettura: metodologie e sistemi informativi, in Sistemi Informativi per l’architettura, Atti del convegno e-Arcom 2007, Allinea Editrice, Maggio 2007.

ANDREA ZERBI, SIPE – Il sistema informative del patrimonio edilizio dell’Università degli studi di Parma, in Sistemi Informativi per l’architettura, Atti del convegno e-Arcom 2007, Allinea Editrice, Maggio 2007.


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